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    2/1/2007

    Eduardo De Filippo da Gli esami non finiscono mai

    Eduardo De Filippo da Gli esami non finiscono mai

    Con quello che evidenzio forse penso che Eduardo abbi dato il massimo 

    Guglielmo.  Mia moglie è incinta. Io, adesso, vorrei sapere che gliene importa alla gente se mia moglie è rimasta incinta prima del matrimonio o dopo. Certe cose succedono indipendentemente dalla nostra volontà. Quattro mesi fa la cosa si tenne segreta, tant’è vero che non ne facemmo parola nemmeno con i parenti, e mi lusingai che in fondo nessuno avrebbe avuto interesse ad approfondire il fatto prendendosi la briga di calcolare il mese, il giorno, l’orario… Fu proprio mia suocera che disse: “ Va bene, non si tratta della fine del mondo. Quando nascerà il bambino o la bambina diremo che si è trattato di un settimino”. E il fratello di mia suocera, il medico, ci fece osservare che non avremmo potuto rimediare con il settimino, perché la ragazza era incinta di quattro mesi: mia suocera allora aggiunse: “Arrangeremo con il parto prematuro”. Gigliola è uscita di conti appena da cinque giorni, sta a momenti, e con tutto che la cosa fu tenuta segreta pure con i parenti, già mi arrivano lettere anonime piene di allusioni ironiche, di auguri per il prematuro lieto evento – prematuro sottolineato -, scherni, insulti. Ce n’è perfino una che dice precisamente: “Mentre ci congratuliamo ancora una volta per la riuscita manifestazione delle vostre nozze avvenute cinque mesi fa, vi facciamo tanti auguri per la nascita dell’erede che fra cinque sei giorni si dovrà verificare”, e chiude dicendo. ”Ccà nisciuno è fesso”. Ora non capisco perché la gente ha paura di rimanere fessa se finge d’ignorare una situazione innocente come la mia, e pensa invece di togliersi di dosso la fessaggine inviando una lettera anonima del genere. L’altra cosa che mi fa impazzire è quella di non potere assodare chi sarà stato l’indiscreto che ha messo in giro la voce. (Per un attimo rimane assorto). “La laurea non è che un pezzo di carta”… Povero papà, quanti consigli mi dava e quante cose mi diceva! Una volta mi disse: “Guglie’, figlio mio, ricorda e abbi per massima che nella vita incontrerai la rosa e la spina…” (Sopraggiunge Furio La Spina; Guglielmo lo scorge e resta per un attimo colpito da quella presenza ma si ricompone subito, salutando con calore il suo “fraterno” amico) Furio caro!